Io sono l’autentico. Tu, chi sei?

 

IL MUSEO IN TEMPO REALE  •  La fuga magica di C’era ancora una volta

 

“…  Pensarono così di realizzare … un luogo della civiltà che affermava le sue ragioni; uno spazio aperto alla memoria attiva, allo studio, alla riflessione, all’azione collettiva. Un progetto potente e ardito che all’ingegneria della follia oppone lo spazio del dialogo, richiamando l’architettura alle sue responsabilità di coscienza della città”[1]

 

Bellezza, memoria e meraviglia possono essere fondamenti e nuove fondazioni per chi si occupa di architettura, di teatro e di museo; ovvero di offrire attraverso la visione, ciò che ha valore.

 

Tempo e architettura, nella loro intima connessione, lo illuminano nella riattualizzazione del museo come metafora del mondo e del tempo, della Storia e delle storie di ognuno.
Il teatro classico l’ha sempre trasmesso, attraverso i miti.
L’infanzia lo ha ricevuto, dalle fiabe.
La vita attraverso la capacità di vedere ciò che l’esperienza offre.

 

Il Museo in Tempo Reale è riconoscere il frammento scelto e cogliere ciò che vedi, esponendolo fuori luogo e fuori tempo. Così si illumina.

 

Il frammento -materiale o immateriale, storia o racconto- nasce da un luogo, attivato da un tema, dal suo prendersene cura e da chi lo vede.

 

Dentro e fuori il museo, incontri, performance, narrazioni, riflessioni attraversano luoghi e discipline recuperando la profondità di tempi e di spazi differenti. Così il museo si fa vivo: diviene in tempo reale.

 

Si apre alle città per suggerire un nuovo ruolo al Museo; il suo divenire Laboratorio del Presente, in grado di narrare storie controverse di un tempo e di ora, e la loro possibile progettualità.

 

Il museo traduce la tradizione e acquisisce la capacità di trasmettere per risonanza. Grazie a chi riesce a esporre e a chi riesce a vedere.

 

Allora l’impressione soggettiva di ognuno rende visibile il mondo in tempo reale. Rivive proprio attraverso i frammenti esposti nel museo.

 

Il museo si fa presente nel tempo e nei luoghi in cui viviamo.

 

Sono tuoi i pensieri su ciò che vedi?

 

[1] l’autorevole definizione di museo in tempo reale é in realtà il commento di Fulvio Irace che anticipa l’editoriale di Domus n.1041 -dicembre 2019-, evidenziando un frammento che si fa museo: il Memoriale di Milano, progetto di cui è coautrice Annalisa de Curtis, architetto che porta nelle città di Italia il progetto in corso del museo in tempo reale, curato insieme a Andrea Vercellotti, con Silvia Peirone e l’attrice Maria Alice Tagliavini.